Vendere casa dopo il Superbonus 110%: è possibile?

Si sa, è ormai da diverso tempo che si parla degli innumerevoli bonus che lo Stato ha messo a disposizione degli italiani per sottoscrivere un contratto d’affitto, per acquistare casa o per ristrutturarla. E si è parlato spesso del Superbonus 110% finalizzato alla riqualificazione degli immobili per migliorarne aspetto, vivibilità ed efficienza energetica e, ovviamente, delle modalità per ottenerlo. Molti proprietari di immobili hanno già potuto beneficiare del bonus edile 110% lo scorso anno, migliorando le proprie abitazioni nell’aspetto, appunto, ma soprattutto costituendo un’opportunità per la sua vendita, aumentandone il valore di mercato.

Da qui la domanda che in molti si sono fatti: si può vendere casa dopo i lavori effettuati grazie all’Ecobonus 110%? La risposta è sì, si può certamente vendere un immobile oggetto di ristrutturazione agevolata con il Superbonus 110% in quanto non ci sono vincoli evidenziati per questa specifica circostanza. Ma ci sono dei punti da precisare, ad esempio: a chi spettano le detrazioni generate dai lavori non utilizzate? Ci sono ulteriori fattori da tenere in considerazione prima di vendere casa dopo il Bonus 110%?

A CHI SPETTANO LE DETRAZIONI DEL SUPERBONUS 110

Le detrazioni non fruite da chi ha effettuato i lavori e ha poi venduto l’immobile passano automaticamente in capo al nuovo proprietario, salvo diverso accordo. Quindi se il venditore non vuole trasferire le quote di detrazione mancanti all’acquirente, le parti dovranno accordarsi e inserire questa specifica all’interno dell’atto di compravendita. Se per qualche motivo non fosse possibile inserire tale specifica all’interno del documento, vi è la possibilità di redigere una scrittura privata successivamente, in cui le due parti possono esplicitare questa volontà, scrittura privata che dovrà essere preferibilmente autenticata da un soggetto autorizzato.

Attenzione però: per far sì che tutto vada per il verso giusto, bisogna esplicitare all’interno della scrittura privata che l’accordo tra le parti era già stato raggiunto al momento del rogito, seppur non inserito nell’atto di compravendita. Inoltre, l’opzione è possibile solo se il venditore ha già saldato le spese per i lavori di ristrutturazione prima del rogito: se questa condizione non si verifica, nonostante l’accordo tra le parti, è possibile chele detrazioni rimanenti vengano perse sia dall’acquirente che dal venditore.

VENDERE CASA DOPO L’ECOBONUS CON SCONTO IN FATTURA

Cosa succede invece se il venditore ha optato per lo sconto in fattura o la cessione del credito? È possibile vendere casa dopo i lavori agevolati con il Superbonus 110? Anche in questo caso la risposta è affermativa e vale anche quando i lavori sono ancora in corso. In questo caso specifico, se il venditore ha già comunicato la cessione del credito nei confronti della ditta esecutrice dei lavori all’Agenzia delle Entrate prima della chiusura del rogito, i benefici rimarranno in capo a lui.
La stessa situazione si verifica quando si decide di vendere casa dopo i lavori con Superbonus 110% usufruito come cessione del credito a terzi: se il proprietario, che ha avviato i lavori, ha già inviato la comunicazione relativa alla cessione del credito prima del rogito, egli manterrà i benefici derivanti dall’agevolazione.
E se invece le comunicazioni relative a sconto in fattura e cessione del credito non sono ancora state inviate nel momento in cui viene stipulato il rogito? Anche qui sarà l’accordo privato tra le due parti a definire il destinatario dei benefici.

Quindi, possiamo dire che chi ha richiesto il Superbonus 110% per mettere a punto dei lavori per migliorare l’efficientamento energetico e l’aspetto di una casa, può comunque venderla senza ulteriori problemi, eventualmente decidendo di trattenere per sé i benefici fiscali non goduti. Ovviamente è sempre meglio essere consapevoli di cosa succede quando si vende una casa ristrutturata con il bonus, per riuscire ad orientarsi in maniera facile, senza incorrere in problemi di carattere burocratico che potrebbero sopravvenire dopo il passaggio di proprietà dell’immobile dal venditore all’acquirente.